4.FESTIVAL DEI SAPORI DELLA RIVIERA FRIULANA – Lignano Sabbiadoro (UD).

Club UNESCO Udine; Renata Capria d'Aronco

L’ormai tradizionale appuntamento con il Festival dei sapori della Riviera Friulana è stato dedicato questa volta all’analisi delle criticità, delle prospettive e delle strategie per il rilancio del turismo balneare e rivierasco. L’obiettivo principale che si pone l’Associazione Culturale La Riviera Friulana è infatti quello stimolare il perseguimento della qualità e del pregio dell’offerta turistica dell’area considerata, anche mettendo in rete le eccellenze enogastronomiche, ricettive, dei pubblici esercizi, del commercio, dei servizi per il turismo, dei vettori turistici particolari, della marineria diportistica. Una rete alla quale aderiscono ormai diverse Amministrazioni comunali, e le associazioni regionali dei protagonisti di questo percorso, l’Assoenologi, l’Unione Cuochi FVG, l’Associazione Muzzana Amatori Tartufo, la Compagnia del Bisato. E altre realtà che si pongono gli stessi obiettivi di qualità e di eccellenza. La Riviera Friulana ha dunque stavolta gettato la maschera. E messa per una volta in disparte, anche se soltanto parzialmente, l’enogastronomia, alla quale comunque assegna attenzione prioritaria in quanto rappresenta il biglietto da visita del territorio e la vera vetrina dell’area, perché come ha sottolineato Walter Filiputti ‘Tutti i turisti passano per il ristorante’, ha stimolato un importante forum per tracciare un percorso finalizzato al rilancio dell’intera area rivierasca. La Tavola rotonda ‘Per un turismo integrato nell’area rivierasca’, moderata da Marco Buzziolo, ha avuto infatti per protagonisti Walter Filiputti, giornalista e scrittore, ideatore della rete ‘La Via dei Sapori’, che raggruppa 70 tra ristoratori, viticoltori, artigiani del gusto del FVG, che segue un percorso e mira a traguardi analoghi a quelli della Riviera Friulana. Luigi Vignando, di Azalea Promotion, ha parlato del ruolo dei grandi eventi quale attrattiva per il turismo balneare e non solo, ma nel contempo ha ricordato che l’enogastronomia, la ricettività di qualità e le attrattive del territorio, storiche, culturali, paesaggistiche, ambientali, architettoniche, sono in grado di catturare e fidelizzare anche il turismo musicale: solitamente i musicofili scelgono le loro mete in base all’esibizione dei loro beniamini. Ma se si trovano bene nei luoghi incontrati e visitati, ci ritornano. Un territorio, per essere vincente sotto il profilo turistico, ha concluso Vignando, deve saper comunicare adeguatamente, ma spesso anche le pubbliche amministrazioni sono carenti su questo versante. La comunicazione deve comunque essere di qualità, ha insistito Luigi Damiani, pubblicitario, che ha parlato dell’importanza del saper comunicare le carature del territorio. Ma ha puntualizzato che la comunicazione deve essere di qualità, e va porta con professionalità pena ottenere il risultato esattamente opposto. I vini rivieraschi, l’individuazione di un vitigno autoctono d’eccellenza che consenta di divenire il biglietto da visita del territorio e della ristorazione, nella comunicazione, sono stati il tema degli interventi di Rodolfo Rizzi, presidente regionale dell’Assoenologi, e di Daniele Calzavara, consigliere nazionale dello stesso sodalizio, stimolati da Carlo Morandini, presidente dell’Associazione culturale La Riviera Friulana, che ha organizzato il 4.Festival dei sapori. Mentre Germano Pontoni, maestro di cucina e presidente regionale dell’Unione Cuochi, insistendo a sua volta sulla cucina di qualità, che per essere tale deve privilegiare prodotti di pregio e del territorio, ha ricordato che la Riviera Friulana si distingue già per tre piatti tipici che fanno riferimento alle altrettante DOC dei vini dell’area: il ’Boreto’ di Grado (GO) per Friuli Aquileia, il ‘Bisaot in speo’ di Marano Lagunare (UD) per Friuli Annia, e le ‘Seppioline in umido’ delle casate nobiliari per la DOC Friuli Latisana. Piatti di rappresentanza, così com’era stato rimarcato e sancito nella tavola rotonda organizzata lo scorso inverno a Marano Lagunare dalla Riviera Friulana. Mentre Renata Capria d’Aronco, presidente del Club UNESCO Udine, ha rilanciato l’assoluta priorità di dedicare agli utenti e ai potenziali utenti non solo delle due grandi spiagge del FVG, ma anche del loro retroterra, una cucina che si ispiri a quella mediterranea e ne valorizzi le specificità attraverso le tradizioni gastronomiche dell’area.

A concludere i lavori il presidente della 4.Commissione del Consiglio regionale, Pietro Paviotti, il quale, dopo avere portato i saluti della Presidente della Regione, Debora Serracchiani e del Vicepresidente e Assessore alle Attività Produttive e al Turismo, Sergio Bolzonello, si è soffermato sull’imprescindibilità del fare retee sistema in un territorio piccolo ma ricco di specificità come quello della Riviera Friulana. A tale proposito,Paviotti ha auspicato che la riforma degli enti locali che la Regione sta delineando possa essere colta l’occasione per collegare tra loro le Amministrazioni comunali non soltanto per semplificare e ottimizzare i servizi razionalizzando i costi, ma anche per fare rete con l’obiettivo di porgere ai turisti un’offerta integrata. “Per esempio – ha soggiunto Paviotti – Aquileia, Palmanova, sono eccellenze e punti di riferimento che possono concorrere a promuovere Lignano Sabbiadoro e Grado e le loro spiagge”. “Il borgo storico di Strassoldo con i suoi castelli – ha precisato conoscendone le carature in quanto ha rivestito il ruolo di sindaco del Comune di Cervignano – e Clauiano sono altri esempi emblematici delle ricchezze che il territorio rivierasco sa e può offrire a un turismo moderno che spesso predilige gli sponsatmenti in bicicletta, in moto, a cavallo, e non più solamente in auto”. “La Riviera friulana – ha concluso Paviotti – è un contenitore di ricchezze da mettere in rete che possono concorrere a fare grande l’offerta turistica dell’area”.

 

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