Max Hamlet Sauvage “Mitologie quotidiane : tra realtà, mito e utopia »Mostra personale Galleria “Nuovo Spazio” Udine, via Manin, 8 int.7 (Palazzo Manin) Dal 6 al 22 DicembreOrario: 16.00-19.30Inaugurazione: sabato 6 dicembre ore 18.00Con il patrocinio del club Unesco di Udine
Universo metropolitano di Max Hamlet nel circuito della violenza
La contestazione della società opulenta, dei suoi perversi meccanismi psicologici ed informativi, è la struttura che alimenta la genesi figurativa dell’immagine di Max Hamlet, non a caso “Sauvage”. Le sue rappresentazioni traggono storia ed ispirazione dall’ambiente sofisticato e crudele della jet-society e dell’alta borghesia, di Miami, come di Barcellona o Los Angeles. Un linguaggio, il suo di originale e personale elaborazione degli stimoli provenienti dalle tensioni del surrealismo bretoniano, dai violenti residui di cronaca dei “riporti” di Andy Warhol o dalla “logica discorsiva” del fumetto prefabbricato di Roy Lichtenstein. Questi interni di ville, scene di battaglia, luoghi di perdizione, non sono la conseguenza di un’immagine già data, già stabilita dalla cronaca ma creazioni, fantasia operante che abolisce il confine tra reale e verosimile. Alcune “trasformazioni” visuali delle immagini con l’innesto improvviso di teste di uccello, possono alludere sia pure molto vagamente alla ricerca di Savinio, ma qui il contesto è diverso. L’ambiente metropolitano innanzitutto con tutta la sua carica di barbarie e di violenza. Nessuna concezione del mito, come fuga o nascondimento ermetico della realtà. Invece mito come prodotto tragico e lancinante della realtà stessa e dei suoi orrori. Un “metafisico darwinismo” è stata anche definita la pittura di Max Hamlet. Certamente essa fa riferimento a quel continuo mutamente della specie umana e non, a quella lotta per la selezione e la sopravvivenza che è divenuta non solo la nostra vita, ma anche le immagini stesse con cui questa lotta è combattuta. Osservando i “dipinti” dell’artista si può notare che la sua ricerca abolisce ogni distacco dalla concretezza di situazioni ed avvenimenti. Non agisce come filtro, secondo alcune impostazioni estetiche della pop.art americana, ma riflette il mondo di oggi e i suoi drammatici e feroci sortilegi. Arturo Schwarz
New-pop che indaga sul destino dell’uomo
La critica alla società opulenta, ai suoi meccanismi psicologici ed informativi per i quali la violenza incomincia dalle immagini per poi espandersi sulle cose e sulle persone, è il perno fondamentale su cui ruota e si sviluppa la cultura visiva di Max Hamlet Sauvage. La documentazione iconografica delle più recenti opere dell’artista fornisce importanti elementi per approfondire ed indagare ulteriormente la struttura estetica e morale e l’impegno pittorico dell’autore. Le sue rappresentazioni traggono alimento dall’ambiente sofisticato e crudele della jet-society e dell’alta borghesia come vengono modellate e percepite dai mezzi di comunicazione di massa: televisioni, rotocalco, fumetto. La tensione narrativa di Sauvage prende corpo nell’analitica e mitologica ambientazione di scene allusivamente erotiche, di criminalità gangsteristica, di soggetto bellico e di vita metropolitana, con una reciproca e fatale attrazione tra spettacolo e realtà d’impressionante e tangibile plasticità visiva. Un linguaggio di riferimento lichtensteiniano, ma meno asettico e più materialmente discorsivo in queste pitture di cartoons (per fortuna senza strips!), è il filo artistico e comunicativo che si dipana dai tessuti grafici e cromatici delle inquadrature. Theo Martucci
Con preghiera di pubblicazione e/o diffusione
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