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Fascetta editoriale romanzo “Palme inquiete a L’Avana”.
Quale il mito di Cuba? Quale la sua inquietante realtà? Quali prospettive per un futuro anche imminente che sull’isola pare gravare come una spada di Damocle? Un viaggio dell’autore, una sua permanenza nell’isola, in particolare a L’Avana, può contribuire a dare qualche risposta, giacchè emerge nell’ambito della narrazione un vero spaccato della vita di Cuba, un quadro che si impone per la molteplicità delle raffigurazioni. Ma l’opera si pone anche come un romanzo in cui vengono fatti muovere personaggi, ognuno significativo di qualche aspetto della vita cubana. In particolare due figure di donne, Zulema, una giovane enigmatica nera, e Margareta, una affascinante pittrice di origine spagnola, che diversamente entrano in rapporto con il protagonista, Roberto, un uomo che dopo aver vissuto le stagioni dell’utopia si trova, ancora una volta a verificarne il dissolvimento. Un viaggio così del disincanto amaro, pur nelle suggestioni di una splendida natura e della spontanea cordialità della gente, e nella proposta di un eros che il protagonista ha occasione di vivere come incanto e come tormento. Un’opera articolata, un valido riferimento per chi voglia conoscere o rivivere aspetti della vita di Cuba e L’Avana, una città che viene ampiamente descritta nella malia e nell’amarezza di una sua bellezza corrosa, quasi un riflesso degli esistenziali struggimenti del protagonista.
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