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Udine, Corte
Palazzo Morpurgo
Luoghi e suoni delle nostre parlate
letture
Serata di poesia e musica molto interessante quella in programma lunedì 23 alle ore 21 nell’accogliente Corte Morpurgo, in caso di maltempo in Sala Ajace, nel contesto della kermesse UdinEstate. “Di luoghi e di versi” è il titolo di questo itinerario nella poesia del territorio, una ricerca delle parlate, dei suoni della nostra regione con l’ausilio della poesia e della musica. Una delle tappa più significative del Festival itinerante internazionale della poesia “Acque di acqua”, che da maggio a settembre ha programmato ben 28 tappe in varie città della regione, ma anche in Veneto, Trentino Alto Adige, Croazia, Austria e Repubblica Ceca. In un susseguirsi di letture, rappresentazioni teatrali, performance musicali, che nel loro tragitto veicolano anche questioni sociali importanti come quelle del diritto dell’acqua, ricordiamo che madrina del festival è la cantante jazz internazionale, l’etiope italiana Saba Anglana, portavoce dell’Amref, organizzazione umanitaria che raccoglie fondi per progetti idrici in centro africa, che è anche ente patrocinante, assieme a Regione FVG, Provincia di Udine e UNESCO Club di Udine e Gorizia del festival, progetti per i quali il Festival raccoglie fondi. Un festival della poesia con contenuti non soltanto letterari, dunque, ma con la volontà di portare la poesia tra la gente, farla conoscere, inserirla in un contesto di attualità, attraverso situazioni e collaborazioni con associazioni che sono già radicate sul territorio. Una poesia nel luogo, portata nelle piazze, osterie, teatri, cortili di frasche, sulle sponde dei fiumi, ma anche poesia dei luoghi, la poesia che mantiene la freschezza della contemporaneità dei contenuti espressa con le parlate più o meno conosciute, quelle comunque in cui ancora sogniamo, ridiamo, condividiamo. Dal “bisiaco” di Ivan Crico, parlata antico veneta in uso nel goriziano tra i fiume Isonzo e Timavo, complessa e stratificata nella quale troviamo influenze della lingua friulana, della lingua slovena, della lingua tedesca e di altre lingue e parlate locali, nonché diversi antichi termini di origine greca e francese, a quella gradese di Renzo Bottin, sempre di provenienza veneta che raccoglie, grazie alla paziente ricerca dell’autore, le espressioni più tipiche del mondo dei pescatori. Dalla laguna alle valli del Natisone con lo sloveno della benecia di Michele Obit, per poi spostarci a Resia per sentire, attraverso le poesie di Silvana Paletti, i suoni del resiano una lingua complessa che raccoglie idiomi antichi e diversi che sono ancora oggi usati dai duemila abitanti della vallata. Luigina Lorenzini leggerà in asìno, una variante del friulano in uso sopra lo spilimberghese, per passare al friulano di Giuseppe Mariuz di S. Vito al Tagliamento, ma che si esprime in quello in uso a Casarsa, quello vicino a Pierpaolo Pasolini di cui è un profondo studioso. Con Giacomo Sandron, uno dei più convincenti giovani poeti, si sconfina nel Veneto, per sentire il portogruarese, parlata antico veneta, ma che territorialmente si presenta molto eterogenea con influenze anche della lingua friulana. Il tutto arricchito dalla voce di Marisa Scuntaro e i virtuosismi della chitarra di Michele Pucci, compagno di note del violinista Giulio Venier in diverse formazioni compresa quella della “Sedon Salvadie”, e protagonista in varie edizioni di Folkest. Vin d'honneur con la Cantina Produttori Cormòns. L’ingresso è gratuito.
Azzano Decimo sabato 25 settembre Marina Moretti, Maurizio Mattiuzza, Giovanni Fierro, Fabio Franzin, Daniela Turchetto e Maurizio Benedetti
Associazione Culturale
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