"

"

P. Codutti Gianpaolo Missionari Saveriani

Via Monte S. Michele, 70

Udine

tel. 0432 471818

curiculum del mio" VISSUTO"

e del mio" OPERATO"

PREMESSA

Ci tengo a precisare che il mio "lavoro missionario", si è svolto nella REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO( R.D.C.), ex Zaire e fino al 1960 colonia Belga. La capitale è KISHASA.

Da non confondere quindi con la REPUBBLICA DEL CONGO con capitale BRAZZA­VILLE, che porta il nome del mio paese Brazzacco e del grande esploratore di origini friulane, PIETRO SAVORGNAN DI BRAZZA... personaggio conosciuto ed apprezzato in Africa, ma qui da noi "rimasto in ombra". Nella mia attività di missionario, tante volte a lui mi sono ispirato... era una persona sen­sibile, che ha lottato contro lo schiavismo...;...................... e il bene della gente, contro l'imperialismo francese.

N.B.

Per i dati geografici, storici, ambientali ecc. ecc. della Repubblica Democratica del Congo, consultare un buon atlante.

Ricordo solo che:

- la lingua ufficiale per tutto il paese é il FRANCESE; ma ci sono quattro lingue parlate, a secondo delle regioni: il Lingala, il Chiluba, il Kikongo, e il Kiswahili.

 

-         nel Congo (R.D.C.) vivono circa 230 etnie e tra queste c'è quella dei Pigmei e dei Watuzi, una popolazione emigrata quasi quattro cento anni fa dalle zone del­l'Etiopia, Eritrea.....

 

-         Questa pluralità è un bene, perché ha portato ad una conoscenza reciproca di usi e costumi propri ad ogni etnia, ma ha creato problemi per l'unità del paese. Divisione e guerre sono nati anche da queste diversità di etnie.


 

 

2

1.

" IL VISSUTO"

La mia" attività" in Gongo " iniziò nel 1973 e si concluse per ora,

(

 

 ­

(spero sempre di ritornarci) nel 2004, ottobre.

" Si é svolta" nella regione del KlVU (attualmente sud Kivu) , regione che, si trova all'est del paese. La capitale della regione é BUKAVU, al confine con il Rwanda.

La lingua parlata e insegnata nelle scuole elementari sino alla terza, é il

 

 

KISWAHILI, che é una lingua di origine araba, portata dagli schia­visti nel 1800... Nel Kenia , nella Tanzania, nell'Uganda, il KISWAHILI é la seconda lingua dopo l’inglese

Ho svolto la mia attività in quattro missioni:

MULENGE, FIZI, MBOKO e SHABUNDA.

Eccetto Mboko che era unamissione di solo 1500 k~g le altre andavano dai 4200KlI'iq di,Mulenge, ai quasi 11000 Kmq di FIZI (comprendeva il territorio di due missioni) e ai 9000 Kmq circa di SHABUNDA.

          Non c'è da stupirsi della vastità di queste missioni... 0son@ in zone di

savana e foresta insieme (FIZI) o completamente di foresta (SHABUNDA).

        Fizi e Shabunda si trovano ben evidenziate anche nella carta geo, del Congo.

Nel ',VISSUTO' parto dalle difficoltà, prime fra tutte per me fu il clima.

,

Il caldo eccessivo, il gran sudare, mi aveva provocato delle infezioni

cutanee... ma dopo due mesi sparirono.

Dopo un anno circa ebbi i primi attacchi febbrili di malaria, che s~curava con il 'chinino'. Malaria che mi arrivava due tre volte all' anno. . . . .. '

La lingua SWAHILI la studiai per cinque mesi, poi la 'perfe­zionai' piano piano a contatto con la gente e in particolare dialogando con i bambini,

     Non ebbi invece difficoltà ad abituarmi ai loro cibi, al

'modo di vivere', alla loro cultura, e all'ambiente 'povero' che mi circondava......

Prendendo 'nell'insieme'trovo, e non ho dubbi, che i trentlanni trascorsi in Congo, mi hanno arricchito anche dal punto di vista umano, facendomi entrare

'nella cultur~ della gente con la quale vivevo... nel loro mondo, un mondo

ricco e nuovo dove c'è sempre qualcosa da imparare....

Ho imparato 'l'accoglienza', l'apertura all'altro... sei accolto sin dal primo incontro. L'accoglienza, l'ospitalità, per loro è sacra. L'ospite vie­ne trattato come uno della famoglia.

 

 

Ho imparato a vivere la sofferenza senza lamentarmi. Hanno una forza di

'sopportazione', che ti lascia 'senza parole' ... supera ogni limite.... Ho imparato a vtvere con gioia, gioia espressa anche con il sorriso. L'africano lo~~de spesso sorridente... un sorriso 'sano' senza falsature, che manifesta la serenità che c'è in loro.


 

 

3

Non ho mai avuto difficoltà a vivere con loro, e a dormire anche nelle loro ca­panne.

In tutti questi anni ho vissuto momenti di gioia, serenità, ma anche di sofferenza e dolore.(E' impossibile elencarli tutti partendo dai miei primi an­ni di Congo.)

+++

Non parlerò dei momenti di gioia... Mi fermerò brevemente, sul dolore, la sofferenza che ha causato la lunga guerra, che dal 1996 "al~2003, ha insan­guinato e devastato il Congo. Guerra 'dimenticata', di cui si è parlato po­co, ma che ha causato tre milioni di vittime (forse di più). Persone la maggior parte morte per mal nutrizione, malattie per mancanza di medicina­li. Sin dall'inizio della guerra, abbiamo messo in funzione il CENTRO NU­

TRIZIONALE DELLA MISSIONE, e tanti 'guarirono'. Dal 2001 un organismo umani­

 

tario (A.C.F. azione contro la fame) si è preso cura dei ma1-nutriti.

La missione era 'il rifugio' per tutti. Lì la gente si sentiva al si­curo. Da alcuni capi 'ribelli' fui minacciato più volte... mi accusavano di nascondere dei nemici 'alla missione'... ma alla missione si rifugiava solo povera gente, che non aveva niente a che vedere con la guerra.....

Nel 2000 (dicembre) la situazione 'si fece grave', per mancanza di cibo

e medicinali. Con i soldi che amici mi avevano inviato dall'Italia eche continuarono ad inviarmi anche in seguito (~soldi erano al sicuro in città), si riuscì a far giungere, in accordo coi capi militari, diversi convogli aerei con alimentari ed anche medicinali. E si continuò con questi aiuti, fino a novembre del 2002. Poi ci fu più calma e la gente

riprese a coltivare....... e nel mese di maggio del 2003 , ufficialmente la

guerra terminò....

Questa guerra, l’aver vìsto impotente, morire innocenti, e bambini di 13, 14 anni strappati dalle loro famiglie

e inviati in guerra (sono i bambini soldato), ha lascia­to in me una 'ferita profonda', e il desiderio di tra­smettere questo grande, grandissimo valore che è

LA PACE E LA FRATERNITA'.


 

 

4

2.

" L'OPERATO"

La mia attività, il mio lavoro 'missionario', ha spaziato un po' in tut­ti 'i campi', andando dal religioso, al sociale......

l)

IL  RELIGIOSO

Sono sacerdote, quindi ho svolto tutte le mie attività, te­nendo presente che ero in Congo per annunciare il vangelo,

Cristo, NON SOLO A PAROLE MA CON LA VITA E LE OPERE.

Ho svolto la mia attività 'religiosa', senza usare pressioni, lasciando sempre piena libertà. Chi non si faceva cristiano, continuava ad essere mio amico. Per me tutti erano uguali. Quando avevamo aiuti da distribuire, si da­va a tutti indistintamente

++

Assieme agli altri missionari coi quali mi trovavo (noi lavariamo in équi­pe, cioé uniti), ho costruito 5 CHIESE, due grandi e tre più piccole. Sono costruzioni molto modeste, non certo di stile europeo, e che non ri­chiedevano una spesa eccessiva.

La gente dava il loro contributo, portando le pietre per le fondazioni,

preparando i mattoni, la sabbia ecc............ In tutti i progetti, la popola­

zione deve dare il suo contributo... non deve rimanere passiva.

Si sono costruite anche 4 sale e due picoole biblioteche...

N.B.

In tutte le missioni c'erano anche attività ricreative... il cal­cio aveva il primo posto................

2)

SOCIALE

Noi missionari siamo inseriti nella vita della gente in mezzo al­la quale ci troviamo, quindi si cerca anche di migliorare la lo­ro 'condizione' di vita', :realizzando "le, Opere più urgenti' e'di utilità pubblica. '

 

 ‘Opere realizzate’

    ­

9 fontane: prima la gente beveva l'acqua del fiume, quindi era alto il

            numero di ammalati = malattie intestinali ecc. infezioni...

2 scuole elementari 'nuove' (non certo con stile europeo, ma semplici

                                   'con i servizi'essenziali).

                     In altre 4 scuole, rifatti i banchi ad alcune classi.

Per il progetto della

strada che collega SHABUNDA (mia ultima missione) con la città di Bukavu, si sono rifatti i

ponti (ponti in tronchi e assi) la MICHELIN

/

      ci ha regalato un camion IVECO(portata mas­

sima quattro tonnellate), per trasporto del

      materiale,

L a strada che è in terra, ha richie­sto, ,quasi un anno di lavoro, con l'aiuto di un gruppo di giovani e della gente del posto.

             (Si è trattato di 270 km)


 

 

5

:=

Nel 2004, costruimmo un  ponte in cemento (8 m. di lunghezza)... e fu l'ultima 'piccola realizzazione prima del mio rientro in Italia!

3)

'IN CAMPO AGRICOLO'

h

Non si è potuto far molto, perchè sono radicati ai loro prodotti tradizionali e anche ai loro metodi

di lavoro nei campi.

Ho provato con sementi 'selezionate' di mais e qual­ piccolo risultato c'è stato. Con le sementi dei fagioli venute dall'Italia, si è provato, ma con scarso risultato... producevano meno dei loro fagioli 'locali'... si vede che non erano adatti al clima.

      Si e avuto 'buon risultato' con le melanzane e i pomidori....

4)

'IN CAMPO SANITARIO'

2 --ambulatori, costruiti in collaborazione con le

   suore che operavano nella mia stessa missione.

l

centro nutrizionale

l

farmacia, non con lo scopo di guadagnarci sopra, ma per aiutare la popolazione... ci ab­biamo sempre rimesso.......

Conclusione .....

Mi scuso delle tante lacune in questo mio 'esposto'.... Per chi lo desiderasse, sono a disposizione per eventuali domande o chiarimenti, qui a Udine, nella sede dei missio­nari saveriani.