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UNRIC/ITA/1631/10 Bruxelles, 30 Settembre 2010
Messaggio del Gruppo sulle Migrazioni Globali
I Responsabili del Gruppo sulle Migrazioni Globali, riuniti a Ginevra il 30 settembre 2010, hanno adottato la seguente dichiarazione:
Il Gruppo sulle Migrazioni Globali (GMG) è profondamente turbato circa i diritti umani dei migranti internazionali in situazione irregolare nel mondo. Sebbene non sia noto il numero dei migranti senza un adeguato status giuridico nei paesi di transito o di accoglienza non sia noto, essi sono stimati in decine di milioni in tutto il mondo. I migranti in situazioni irregolari sono più esposti ad affrontare discriminazione, esclusione, sfruttamento e abuso in tutte le fasi del processo migratorio. Essi si trovano spesso a dover fronteggiare detenzione prolungata o maltrattamenti, in alcuni casi la riduzione in schiavitù, lo stupro o addirittura l’omicidio. Essi sono più propensi ad essere bersaglio di xenofobi e razzisti, vittime di datori di lavoro senza scrupoli e predatori sessuali, e possono facilmente cadere preda di trafficanti criminali e contrabbandieri. Resi vulnerabili dalla loro situazione irregolare, questi uomini, donne e bambini sono spesso impauriti o non in grado di cercare protezione e soccorso da parte delle autorità dei paesi di origine, di transito o di destinazione. I bambini, soprattutto quelli rimasti soli, sono particolarmente a rischio. Inoltre, questi possono essere banditi dalle aule o privati dell’accesso ai loro diritti fondamentali, anche se i genitori lavorano e contribuiscono alle economie dei paesi di accoglienza, concorrendo così ad elevare il tenore di vita e di sviluppo umano per quelle società. Ai migranti in situazione irregolare sono spesso negate perfino le basilari tutele sul lavoro, le garanzie di un giusto processo, la sicurezza personale e l’assistenza sanitaria. Le donne migranti in queste situazioni vivono nel rischio di sfruttamento sessuale, trasmissione del virus HIV, vivono le discriminazioni multiple e le sfide specifiche in materia di accesso al lavoro e ai servizi sanitari, compresa l'assistenza sanitaria riproduttiva. Le persone che lasciano i propri Paesi, perché le loro vite e la loro libertà sono a rischio, sono obbligate a trasferirsi in maniera irregolare, e trovano sempre più difficoltà nel cercare e ottenere lo status di rifugiato. Troppo spesso, gli Stati hanno affrontato la migrazione irregolare unicamente attraverso la lente della sovranità, della sicurezza delle frontiere o dell’applicazione della legge, a volte guidata da ostili circoli nazionali. Sebbene gli Stati abbiano il legittimo interesse a difendere le frontiere, e a esercitare il controllo sull’immigrazione, tali preoccupazioni non possono, e anzi, come questione internazionale, non devono prevaricare gli obblighi dello Stato di rispettare i diritti di tutte le persone sanciti a livello internazionale, di proteggere tali diritti contro gli abusi, e di soddisfare i diritti necessari al fine di garantire una vita di dignità e sicurezza.
I diritti fondamentali di tutti gli individui, a prescindere dal loro status di migrazione, includono:
Proteggere questi diritti non e` solo un obbligo giuridico; riguarda anche l’ interesse pubblico ed e` legato intrinsecamente allo sviluppo umano. Il GMG invita gli Stati a riconsiderare la situazione dei migranti in condizioni irregolari all’interno dei loro territori e a lavorare per assicurare che le loro leggi e regolamenti siano conformi e promuovano la realizzazione degli standard e delle garanzie derivanti dall’ applicazione dei diritti umani internazionali in tutte le fasi del processo migratorio. Il GMG riconosce le difficolta` che molti Paesi affrontano, ed è pronto a continuare a supportarli nei loro sforzi per assicurare l’effettiva attuazione di una legislazione appropriata. Il GMG fa inoltre appello a Stati, società civile, settore privato, media e comunità ospitanti per affrontare l’aspetto della domanda di traffico e sfruttamento, per lavorare attivamente nel combattere xenofobia, razzismo e incitamento alla discriminazione nelle politiche nazionali e nel dibattito pubblico, per proteggere tutti i migranti, così come per promuovere attivamente quelle società tolleranti in cui ogni persona possa godere dei propri diritti umani, indipendentemente dallo status migratorio. Il GMG continua a lavorare con Stati, società civile e partner sociali per affrontare gli ostacoli incontrati da tutti i migranti internazionali, compresi quelli in condizioni di irregolarità, perchè possano effettivamente godere dei loro diritti umani. In aggiunta, il GMG continuerà a sostenere gli sforzi rivolti per affrontare le cause primarie della migrazione irregolare attraverso, tra l’altro, la promozione dello sviluppo economico e sociale per ridurre le pressioni generate dalla migrazione e l’ espansione di canali per la migrazione regolare. Inoltre, il GMG continuerà a sostenere la prevenzione, la cooperazione e le misure di protezione rispetto al traffico e al contrabbando degli esseri umani. La situazione di irregolarità nella quale i migranti internazionali possono trovarsi non dovrebbe privarli nè della loro umanità ne` tantomeno dei loro diritti. Come asserisce la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: “tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignita` e diritti”.
*Il Global Migration Group (GMG) e` un gruppo interdipartimentale che
riunisce 14 agenzie (12 agenzie delle Nazioni Unite, la Banca Mondiale, e
l’ Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) per promuovere l’
applicazione di strumenti e norme internazionali rilevanti relativi alla
migrazione e per incoraggiare l’’ adozione di approcci piu` coerenti,
comprensivi e meglio coordinati alla questione della migrazione
internazionale. |